GUANABANA-… o graviola

Guanabana

…frutto tropicale dalle innate virtu’

Contiene altissime quantità di vitamina C e antiossidanti, capaci di rinforzare le difese immunitarie, ha una discreta quantità di proteine con una presenza di minerali quali ferro, fosforo, potassio, sodio e magnesio.

E’ anche un frutto noto per alcune proprietà medicinali oltre che nutrizionali. Per esempio aiuta a combattere l’ipertensione, protegge dai raffreddori e in generale dalle infezioni alle vie respiratorie, mantiene in forma il fegato e regola gli zuccheri nel sangue. Per l’alto valore di antiossidanti, infine, ha anche proprietà preventive nei confronti dell’ambiente cellulare.
La Cancer Research UK ha infatti spiegato che, da alcuni esami effettuati in laboratorio, gli estratti di guanabana hanno rivelato un potenziale anticancro molto ampio.
I ricercatori ci tengono però a precisare che non sono stati effettuati studi a sufficienza sugli umani per gridare al rimedio naturale miracoloso contro il cancro. Tuttavia è indubbio che il guanabana nasconde una chiave di ricerca interessante per la lotta al cancro. La ricerca andrà ovviamente avanti per capire come sfruttare le prime scoperte, positive, sugli effetti antitumorali del guanabana.
L’albero di graviola, l’Annona muricata, ha il suo habitat naturale nella foresta pluviale amazzonica, nel Sud della Florida e in Messico. I frutti vengono utilizzati per produrre creme, liquori e gelati. L’albero di graviola produce sostanze chimiche vegetali note con il nome di acetogenine annonacee. Queste sostanze naturali si trovano nei semi dell’albero, nelle foglie, nelle radici e all’interno della corteccia e sono in grado di contrastare e prevenire la proliferazione delle cellule cancerogene, lasciando intatte quelle sane…a differenza della chemioterapia!!!!!
Tuttavia gli esperti affermano che non ci sono abbastanza prove per utilizzarle in un vero e proprio trattamento, inoltre, bisogna prestare molta attenzione agli effetti collaterali del guanabana. Grandi quantità di estratto di graviola possono infatti causare nausea e vomito. Chi soffre di pressione bassa, dovrebbe evitare di consumare guanabana perché le sostanze contenute in questo frutto abbassano ulteriormente la pressione arteriosa. Anche in caso di malattie cardiache, gravidanza e allattamento è bene evitarne l’assunzione. Taylor spiega che il guanabana è in grado inoltre di potenziare l’effetto di alcuni farmaci antidepressivi, in particolare dei MAO-inibitori.

Sintesi delle proprietà’
Antibatterica, vermifuga,
antivirale: migliora il sistema immunitario
ipotensiva: concorre ad abbassare la pressione del sangue
cardiotonica: supporta l’attività’ cardiaca,
antipiretica: agisce sull’ipertermia,
nervina: rilassa il sistema nervoso.

Nella graviola, sotto forma di integratore, viene registrata la presenza dei seguenti principi attivi. Si tratterebbe di sostanze antiossidanti e selettivamente citotossiche per le cellule tumorali: bis-tetrahydrofuran acetogenins, neoannonin, desacetyluvaricin, bullatacin, asimicin, annoglaucin, squamocin e rollimusin.

Ecco un recente studio datato 2011 che conferma le proprietà del guanabana nella lotta antitumorale.

Selective growth inhibition of human breast cancer cells by graviola fruit extract in vitro and in vivo involving downregulation of EGFR expression.

[Yumin Dai, Shelly Hogan, Eva M Schmelz, Young H Ju, Corene Canning, Kequan Zhou]

Estratto: “The epidermal growth factor receptor (EGFR) is an oncogene frequently overexpressed in breast cancer (BC), and its overexpression has been associated with poor prognosis and drug resistance. EGFR is therefore a rational target for BC therapy development. This study demonstrated that a graviola fruit extract (GFE) significantly downregulated EGFR gene expression and inhibited the growth of BC cells and xenografts. GFE selectively inhibited the growth of EGFR-overexpressing human BC (MDA-MB-468) cells (IC(50) = 4.8μg/ml) but had no effect on nontumorigenic human breast epithelial cells (MCF-10A). GFE significantly downregulated EGFR mRNA expression, arrested cell cycle in the G0/G1 phase, and induced apoptosis in MDA-MB-468 cells. In the mouse xenograft model, a 5-wk dietary treatment of GFE (200 mg/kg diet)significantly reduced the protein expression of EGFR, p-EGFR, and p-ERK in MDA-MB-468 tumors by 56%, 54%, and 32.5%, respectively. Overall, dietary GFE inhibited tumor growth, as measured by wet weight, by 32% (P<0.01). These data showed that dietary GFE induced significant growth inhibition of MDA-MB-468 cells in vitro and in vivo through a mechanism involving the EGFR/ERK signaling pathway, suggesting that GFE may have a protective effect for women against EGFR-overexpressing BC”.

MES – Nicola Camera